ROMA - Non è ancora Zemanlandia, ma pur non regalando ancora spettacolo la nuova Roma distribuisce già emozioni. Nel bene e nel male.Stava per cominciare il campionato come aveva fatto l'anno scorso con Luis Enrique, ovvero con una sconfitta in casa, poi però contro il Catania ben messo in campo dall'esordiente Maran il colpo di genio tirato fuori in pieno recupero da un ragazzino, il 18enneNico Lopez, entrato poco prima al posto di Totti, ha evitato la sconfitta che avrebbe fatto tornare in depressione un ambiente troppo facile all'euforia.
Sfidando caldo e umidità, ben 51mila tifosi si erano dati appuntamento all'Olimpico: non hanno visto la Roma dei loro sogni ma tornano a casa parzialmente soddisfatti. Si sono riempiti gli occhi con il bellissimo gol di Osvaldo, quello dell'1-1 insforbiciata aerea di Osvaldo su pallone a spiovere di De Rossi, hanno quasi la certezza che Lopez sotto la guida di Zeman può diventare un campione (ancora minorenne fece vincere uno scudetto al Nacional Montevideo con un paio di reti decisive), ma la poca combattività dimostrata da qualcuno, come Lamela, troppo molle e colpevole di aver favorito la seconda rete del Catania lasciando palla a Lodi che ha servito Gomez per il sinistro vincente, e Piris non depone in favore di un futuro da più d'uno indicato come da sfidante n.1 della Juve.
Il Catania era andato in vantaggio al 29' pt, dopo quasi mezz'ora di noia, con un tiro di Almiron da fuori “spizzato” da Osvaldo con pallone arrivato a Marchese: l'esterno che Montella avrebbe voluto portare con sé a Firenze aveva raccolto in posizione sospetta e aveva segnato di sinistro, il suo piede preferito. Ad inizio ripresa i giallorossi avevano provato una reazione, con una bellissima punizione di Lamela deviata in corner e il colpo di testa di Osvaldo finito sul palo sull'azione dell'angolo successivo. Osvaldo ci provava anche al 12' st colpendo di tacco al volo mentre andava in tuffo su cross di Piris ed era l'antipasto al bellissimo gol del 14', un pezzo da antologia calcistica che faceva “esplodere” l'Olimpico.
Dieci minuti dopo il Catania tornava in vantaggio con il Papu Gomez su “dormita” romanista e assist di Lodi, e la frittata sembrava fatta fino al colpo d'autore del ragazzino entrato al posto del Mito. In attesa di capire se sia stato un passaggio di consegne o se Totti tornerà il campione che è, e avrà il tempo di superare Altafini e Meazza, 216 reti segnate in serie A), la Roma deve anche riflettere sul fatto che concede troppo, vedi la grossa occasione regalata nel finale a Castro: solo per troppa precipitazione il nuovo entrato dei siciliani ha fallito la rete del 3-2.
Sfidando caldo e umidità, ben 51mila tifosi si erano dati appuntamento all'Olimpico: non hanno visto la Roma dei loro sogni ma tornano a casa parzialmente soddisfatti. Si sono riempiti gli occhi con il bellissimo gol di Osvaldo, quello dell'1-1 insforbiciata aerea di Osvaldo su pallone a spiovere di De Rossi, hanno quasi la certezza che Lopez sotto la guida di Zeman può diventare un campione (ancora minorenne fece vincere uno scudetto al Nacional Montevideo con un paio di reti decisive), ma la poca combattività dimostrata da qualcuno, come Lamela, troppo molle e colpevole di aver favorito la seconda rete del Catania lasciando palla a Lodi che ha servito Gomez per il sinistro vincente, e Piris non depone in favore di un futuro da più d'uno indicato come da sfidante n.1 della Juve.
Il Catania era andato in vantaggio al 29' pt, dopo quasi mezz'ora di noia, con un tiro di Almiron da fuori “spizzato” da Osvaldo con pallone arrivato a Marchese: l'esterno che Montella avrebbe voluto portare con sé a Firenze aveva raccolto in posizione sospetta e aveva segnato di sinistro, il suo piede preferito. Ad inizio ripresa i giallorossi avevano provato una reazione, con una bellissima punizione di Lamela deviata in corner e il colpo di testa di Osvaldo finito sul palo sull'azione dell'angolo successivo. Osvaldo ci provava anche al 12' st colpendo di tacco al volo mentre andava in tuffo su cross di Piris ed era l'antipasto al bellissimo gol del 14', un pezzo da antologia calcistica che faceva “esplodere” l'Olimpico.
Dieci minuti dopo il Catania tornava in vantaggio con il Papu Gomez su “dormita” romanista e assist di Lodi, e la frittata sembrava fatta fino al colpo d'autore del ragazzino entrato al posto del Mito. In attesa di capire se sia stato un passaggio di consegne o se Totti tornerà il campione che è, e avrà il tempo di superare Altafini e Meazza, 216 reti segnate in serie A), la Roma deve anche riflettere sul fatto che concede troppo, vedi la grossa occasione regalata nel finale a Castro: solo per troppa precipitazione il nuovo entrato dei siciliani ha fallito la rete del 3-2.
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