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venerdì 24 ottobre 2014
Serie A Roma, Florenzi: «Garcia super. Juve, vinciamo noi»
Il centrocampista della Roma Alessandro Florenzi: «Totti e De Rossi sono due icone, per me giocare al loro fianco è un onore. Zeman? Il maestro è unico. Pallotta? Non conosco l'inglese ma so che vuole bene alla squadra»
ROMA - «Record o non record, faremo di tutto per battere la Juve quest'anno». Parola di Alessandro Florenzi, centrocampista della Roma, romano e romanista. Il giocatore ha parlato durante la trasmissione "Slideshow" in onda su Roma Tv. Ecco le sue parole: «Ricordo sempre con piacere il mio esordio in serie A con Bruno conti dietro che applaude. Ero un ragazzo della Primavera che realizzava il suo sogno. Poi
entrare al posto di Francesco era stata la ciliegina sulla torta. Zeman? Il maestro è il maestro. E’ quello che mi ha dato tanta fiducia quando sono tornato da Crotone e lo devo ringraziare tanto».
Florenzi ha parlato anche delle sue emozioni dopo la prima rete segnata in serie A: «A San Siro contro l’Inter, il mio primo gol tra i professionisti. Fui molto fortunato in quella partita. Totti? E' unico, è il capitano ed è sopra a tutti ma la sua umiltà lo porta a essere un giocatore come gli altri».
Impossibile non parlare di nonna Aurora: «Le avevo promesso che se avessi fatto gol sarei andato da lei, ma a fine partita. Non se lo aspettava, solo pochi sapevano che sarei andato da lei subito dopo il gol. Quel momento me lo sono sentito dentro e sono voluto andare da lei perché le volevo dire che le volevo bene. Quel gol ha portato solo male a lei perché le hanno rotto le scatole nei giorni successivi».
Il giovane centrocampista ha poi parlato del gran gol in rovesciata realizzato la scorsa stagione: «Era un gesto istintivo, tirando un po’ più in là avrebbe preso il palo e non sarebbe entrato in porta. La prima rete in Nazionale? Con assist di Lorenzo Insigne. C’erano mio papà e mia mamma sugli spalti e l’ho dedicato a loro, soprattutto a papà».
Oltre a Totti, il simbolo della Roma è anche Daniele De Rossi: «Lui come francesco è una persona di grande umiltà che mi ha aiutato dentro e fuori dal mondo del pallone. E' un grande uomo che mi ha aiutato tanto. E’ un orgoglio per noi romani vestire la maglia che si ama ed è un grande orgoglio essere messo insieme a questi due mostri sacri di Roma per quello che rappresentano. Il mio cantante preferito è Ligabue mentre 'Ogni maledetta domenica' è il film che mi ha cambiato. Guardandolo ho capito che da solo non vai da nessuna parte».
Chiosa su Garcia e Pallotta. «Con il tecnico abbiamo avuto subito un grandissimo rapporto perché è una persona vera. E’ schietto, mi ha impressionato la sua gestione del gruppo. Il presidente vuole fare bene alla Roma e per questo è bene accetto. E' una persona che capisco poco per la mia ignoranza con l’inglese, purtroppo», ha concluso Florenzi.
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Florenzi ha parlato anche delle sue emozioni dopo la prima rete segnata in serie A: «A San Siro contro l’Inter, il mio primo gol tra i professionisti. Fui molto fortunato in quella partita. Totti? E' unico, è il capitano ed è sopra a tutti ma la sua umiltà lo porta a essere un giocatore come gli altri».
Impossibile non parlare di nonna Aurora: «Le avevo promesso che se avessi fatto gol sarei andato da lei, ma a fine partita. Non se lo aspettava, solo pochi sapevano che sarei andato da lei subito dopo il gol. Quel momento me lo sono sentito dentro e sono voluto andare da lei perché le volevo dire che le volevo bene. Quel gol ha portato solo male a lei perché le hanno rotto le scatole nei giorni successivi».
Il giovane centrocampista ha poi parlato del gran gol in rovesciata realizzato la scorsa stagione: «Era un gesto istintivo, tirando un po’ più in là avrebbe preso il palo e non sarebbe entrato in porta. La prima rete in Nazionale? Con assist di Lorenzo Insigne. C’erano mio papà e mia mamma sugli spalti e l’ho dedicato a loro, soprattutto a papà».
Oltre a Totti, il simbolo della Roma è anche Daniele De Rossi: «Lui come francesco è una persona di grande umiltà che mi ha aiutato dentro e fuori dal mondo del pallone. E' un grande uomo che mi ha aiutato tanto. E’ un orgoglio per noi romani vestire la maglia che si ama ed è un grande orgoglio essere messo insieme a questi due mostri sacri di Roma per quello che rappresentano. Il mio cantante preferito è Ligabue mentre 'Ogni maledetta domenica' è il film che mi ha cambiato. Guardandolo ho capito che da solo non vai da nessuna parte».
Chiosa su Garcia e Pallotta. «Con il tecnico abbiamo avuto subito un grandissimo rapporto perché è una persona vera. E’ schietto, mi ha impressionato la sua gestione del gruppo. Il presidente vuole fare bene alla Roma e per questo è bene accetto. E' una persona che capisco poco per la mia ignoranza con l’inglese, purtroppo», ha concluso Florenzi.
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