STORIA DELLA ROMA. Viaggio tra i trofei giallorossi: la nona Coppa Italia
16^PARTE. Continua il nostro percorso a tappe che descrive i trofei conquistati dalla squadra giallorossa nel corso della sua storia...
STORIA DELLA ROMA – Continua il nostro percorso a tappe che descrive i trofei conquistati dalla squadra giallorossa nel corso della sua storia. In questa settimana ci soffermeremo sullanona affermazione in Coppa Italia.
CAMPIONI D’ITALIA PER UN’ORA – La squadra di Luciano Spalletti iniziò la stagione 2007-‘08 nel segno della vittoria. Dopo l’impresa di San Siro, con la seconda Supercoppa Italiana della sua storia messa in bacheca, la Roma si apprestava a disputare un campionato di vertice dove si rinnovava per l’ennesima volta il faccia a faccia contro l’Inter. Per tutta la prima parte della stagione la formazione giallorossa mise in mostra un gioco spettacolare, ma a causa di alcune battute a vuoto si giunse al giro di boa con 7 punti di distanza dalla capolista nerazzurra. Le sorprese, tuttavia, dovevano ancora arrivare. Al tramonto dell’annata l’Inter andò in affanno, entrando in una mini crisi della quale la squadra capitolina se ne approfittò immediatamente. Lo scontro diretto di Milano divenne presto un crocevia determinante della stagione. Dopo la rete del vantaggio siglata da capitan Totti, i padroni di casa riuscirono a strappare un insperato pareggio, a tempo ormai scaduto, grazie all’argentino Zanetti. L’esito finale servi’ solo ad alimentare rimpianti e polemiche in merito ad alcuni aiuti arbitrali che favorirono i nerazzurri nell’arco del campionato. Le due ‘eterne rivali’ si giocarono il titolo nelle ultime tre scoppiettanti giornate. Mentre l’Inter perse nel derby e pareggiò in casa colSiena, la Roma riusci’ ad ottenere 6 punti con Sampdoria eAtalanta. I giallorossi arrivarono a giocarsi lo scudetto all’ultimo turno con appena un punto di svantaggio dai rivali. Il 18 maggio 2008 la truppa di Spalletti fu attesa dal clima rovente diCatania, mentre la squadra milanese fu di scena al ‘Tardini’ diParma. Per vincere il tricolore la Roma in Sicilia doveva fare i tre punti e sperare che l’Inter non battesse i gialloblù. L’avvio fu subito entusiasmante. Dopo pochi minuti, l’attaccante montenegrino Vucinic s’inventò un gol straordinario: si sbarazzò di due avversari al limite dell’area facendo passare la sfera sotto le loro gambe, si liberò e anticipò l’intervento di un altro difensore prima di scoccare una conclusione fulminea che bruciò il portiere etneo. Nel frattempo l’Inter a Parma rimase bloccata sul punteggio di 0-0. Per un’ora la Roma fu Campione d’Italia. L’illusione, tuttavia, fu destinata a terminare: il gol diIbrahimovic fece calare definitivamente il sipario sul sogno scudetto. I giallorossi, ormai demoralizzati, si prestarono al contropiede degli avversari che riuscirono a pareggiare i conti grazie alla rete di Martinez.
LA COPPA ITALIA NUMERO NOVE - Ad una settimana di distanza dalla grande delusione per uno scudetto solo accarezzato, la Roma si prese la sua rivincita sull’Inter nella finale di Coppa Italia. Nell’occasione si registra una grande novità: dopo diversi anni si tornò alla gara unica, con lo stadio Olimpico scelto come sede fissa. L’incontro si disputò alla presenza del Capo della Repubblica Giorgio Napolitano. I giallorossi si presentarono all’appuntamento dopo aver eliminatoTorino (fu proprio con i granata, nella gara di ritorno, che Tottistabilì il record delle 200 reti siglate in carriera) Sampdoria eCatania. Per la squadra di Spalletti l’occasione era di quelle irripetibili: con il successo si poteva eguagliare lo stesso numero di coppe vinte dalla Juventus (9), prima in classifica nell’albo d’oro. Inoltre, in vista di grandi rivoluzioni societarie, poteva essere il modo migliore per chiudere l’era dei Sensi. La Romanon falli’. Fu il francese Philippe Mexes ad aprire le marcature dopo pochi minuti dal via, grazie ad una girata al volo di destro su azione d’angolo. Al 54’ il raddoppio: al termine di un’azione con Mirko Vucinic, Simone Perrotta appose la propria firma sul tabellino. Solo nel finale la squadra capitolina soffrì il ritorno dell’Inter. Il giovane Pelè riaprì i giochi, mentre poco dopoBurdisso centrò il palo. Il 2-1 conclusivo premiò i padroni di casa. A fine gara, i giocatori indossarono una maglia celebrativa con impressa la data 24/05/08 e il numero 9.
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