sabato 21 aprile 2012

Auguri Roma mia

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La festività dopo la fine dell'Impero romano d'Occidente

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, a causa della calata dei Barbari, Roma subì periodi molti bui della sua storia. Anche se sede papale, e forse proprio per questo risparmiata (si pensi all'episodio di papa Leone Magno che incontrò e dissuase Attila dall'attaccare la città), essa vide sparire moltissimi dei suoi usi, costumi e delle sue tradizioni.
Alcune di queste furono recuperate dagli umanisti, ma fu con l'avvento dell'epopea risorgimentale che la celebrazione del Natale di Roma fu ripristinato come "tradizione". I più rivoluzionari tra i mazziniani, i garibaldini ed alcuni liberali, festeggiarono l'evento, ad esempio, nella primavera del 1849, quando Roma, da poco Repubblica libera che aveva rovesciato il potere temporale del Papa, lottava per la sopravvivenza. Si racconta di un pasto ai Fori con brindisi per la presunta fondazione dell'Urbe da parte di Romolo e la rifondazione (liberazione) da parte dei rivoluzionari stessi. Sturbinetti tenne uno dei discorsi più accorati.
In epoca fascista, a partire dal 1924, il 21 aprile era festa nazionale, e si festeggiava in tale occasione anche la Festa dei lavoratori, che sostituì quella del 1º maggio. Tale consuetudine fu abolita nel 1945, e la festività restò solo nel Comune di Roma.
La ricorrenza del Natale di Roma è tuttora festeggiata con rappresentazioni in costume, eventi culturali e manifestazioni ludiche

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