"La Juve è prima, ma voglio vincere"
La Juve prima in classifica non incute timore a Luis Enrique. Il tecnico dellaRoma vuole dimostrare di che pasta è fatta la sua squadra anche su un terreno fin qui inespugnabile: "La differenza in classifica è chiara, ma nella singola partita credo sia una sfida aperta. Faremo la nostra proposta in casa della capolista, cercando di segnare un gol in più. Non firmo per un pareggio. Non è presunzione, ma preferisco rischiare tutto per vincere".
Col sogno Champions ancora vivo, lo scontro diretto con la prima della classe diventa l'obiettivo parziale più ambito: "La motivazione sarà al 100% - spiega l'allenatore asturiano - Stiamo giocando per entrare in Europa, e già questa è una spinta incomparabile. E possiamo essere noi i primi a batterli e a vincere sul loro campo. Sarà una gara stimolantissima".
Lucho ci crede per davvero, anche se si tratta di un match difficile da preparare, contro una squadra che fin qui ha mostrato poche crepe: "La Juventus non ti permette di sbagliare. Se faremo degli errori, saremo punti. In Coppa Italia, senza essere inferiori, abbiamo perso 3-0... Questo fa capire contro chi andremo a giocare. Ho sempre pensato che loro potessero lottare per vincere lo scudetto - aggiunge il tecnico -. Quello che mi sorprende, però, è il fatto che non hanno ancora mai perso. Non hanno mai sbagliato partita, hanno messo in campo sempre la stessa intensità a prescindere dall'avversario".
Ci sarà parecchio da lavorare. Anche in tema di formazioni: "De Rossi può dare molto come difensore centrale, ma il ruolo ottimale è a centrocampo come regista. Stekelenburg ieri ha svolto tutto l'allenamento, Borini invece non ha fatto nulla. Non sono al 100%, vedremo...". La chiosa è dedicata aDel Piero e Totti, talenti dal valore inestimabile: "Sono grandissimi campioni e lo stanno dimostrando anche in questa stagione. Le loro qualità sono incredibili, ho sempre avuto parole di elogio per entrambi. Ma a Conte e a me interessa di più il gruppo, la squadra, come affrontare la partita".
TOTTI: GIOCO FINO A 40 ANNI
"Ho ancora due anni di contratto e, se riuscirò a restare in forma fisica, spero di giocare fino a 40 anni". Francesco Totti si racconta in un'intervista al sito della Fifa, dove parla anche del rapporto con Luis Enrique: "Quando ci sono dei cambiamenti ci vuole un po' di tempo perché le cose vadano bene. L'obiettivo di Luis Enrique è portare una nuova mentalità in Italia. Mi piace il suo sistema di gioco e sono sicuro che presto risulterà vincente".
"Ho ancora due anni di contratto e, se riuscirò a restare in forma fisica, spero di giocare fino a 40 anni". Francesco Totti si racconta in un'intervista al sito della Fifa, dove parla anche del rapporto con Luis Enrique: "Quando ci sono dei cambiamenti ci vuole un po' di tempo perché le cose vadano bene. L'obiettivo di Luis Enrique è portare una nuova mentalità in Italia. Mi piace il suo sistema di gioco e sono sicuro che presto risulterà vincente".
Totti parla poi del suo rapporto speciale con Roma e la Roma: "Io appartengo a Roma. Sono nato a Roma, sono romano e romanista. Anche se ho avuto molte possibilità di andare via, ho detto sempre di voler indossare solamente una maglia durante la mia carriera. Non riesco ad immaginarmi con un'altra - spiega -. Inoltre, non so come lo avrei potuto spiegare ai miei figli. La Roma ha avuto la precedenza su tutte le offerte che ho avuto, sono felice della mia decisione". Al numero 10 giallorosso chiedono se preferirebbe un altro titolo mondiale con la maglia azzurra dell'Italia o uno scudetto con la Roma: "Lo scudetto con la Roma, senza dubbio - risponde senza esitare -. E' una gioia che non può essere eguagliata".
Prima di appendere gli scarpini al chiodo, il capitano della Roma vorrebbe poter conquistare ancora qualcosa di importante: "Ho ancora due anni di contratto e, se riuscirò a restare in forma fisica, spero di giocare fino a 40 anni - conferma -. Per ora, però, è tutta una speculazione. Finché mi sentirò in forma e utile alla squadra continuerò a vestire questa maglia con tantissimo orgoglio. E quando non mi sentirò più nelle condizioni giuste, sarò il primo a chiamarmi fuori".
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