Quella di stasera, ore 20,45, contro il Catania e il grande ex Vincenzo Montella, potrebbe essere l'ultima partita all'Olimpico di Luis Enrique. Come riporta l'edizione odierna de Il Corriere della Sera, anche se l'allenatore asturiano ha confermato che incontrerà i vertici della società a campionato finito, sono sempre di più i segnali del suo addio. Ieri, per esempio, Luis Enrique ha parlato per la prima volta di problemi per la sua famiglia, un tema annunciato dal d.s Walter Sabatini: «Ancora non so se andrò via. Il motivo dei miei dubbi? Perché si tratta di un cammino non facile, che ha avuto effetti sulla mia persona e sulla mia famiglia, cose per me importanti». Non è stata un'avventura facile per il tecnico: «Ma adesso mi interessa solo la Roma. Siamo ancora in lotta per l'Europa League, questo conta». Qualcosa sembra essersi rotto con una fetta consistente dei tifosi: «È fondamentale il rapporto tra tifosi e squadra, altrimenti non si va avanti. Quando sono arrivato, la prima cosa che mi hanno chiesto i tifosi è stata: "falli correre e fuori le palle!". Ma quando non ho fatto giocare Totti o De Rossi, si è montato un casino. Ma chi vede gli allenamenti? Chi sa come si comportano i ragazzi? Chi deve scegliere la formazione? Io. Sono io quello che deve prendere le decisioni». Comprese le punizioni a Osvaldo (schiaffo a Lamela) e De Rossi (ritardo a una riunione tecnica): «E lo rifarei perché solo costruendo un gruppo puoi vincere. Ho messo il gruppo davanti ai miei stessi interessi. Nessuno può essere più importante della squadra. Nemmeno Messi. Un calciatore ti fa vincere una partita, una squadra ti fa vincere i titoli. Forse è strano, ma è il mio pensiero».
L.Valdiserri
L.Valdiserri
Nessun commento :
Posta un commento