L'attaccante della Roma dal ritiro della Nazionale: «È presto per dire se siamo da scudetto. La prima partita l’abbiamo giocata così così, con l’Inter abbiamo fatto un grande secondo tempo; vediamo dopo 10 giornate, allora sapremo meglio i valori in campo»
FIRENZE - Escluso dall’Europeo, richiamato e ora alla vigilia dell’esordio nelle qualificazioni mondiali da titolare azzurro, grazie a un inizio di campionato brillante. Daniel Pablo Osvaldo è raggiante. Anche se ha il problema di essere considerato “antipatico” dagli arbitri. Tema che lui ha affrontato con sincerità.
Osvaldo, rientro in Nazionale da titolare«Non lo so, chiedete al mister. Se mi toccherà, darò il massimo. Certo, mi auguro di giocare. Ma sono già contento di essere qui»
Quanto le è dispiaciuto essere escluso dall’ Europeo? E pensava di essere tagliato fuori dall’azzurro?«No, alla Nazionale ci pensavo comunque. Prandelli aveva dimostrato stima nei miei confronti. Sapevo che dovevo fare bene nella Roma per ritrovare l’azzurro. Devo ammettere che non stavo bene alla fine della passata stagione. E’ stato giusto essere stato escluso da quella avventura»
Il ct ha parlato di un Osvaldo troppo nervoso la scorsa primavera«Sì, anzi diciamo meglio: più che nervoso, non ho giocato da Nazionale. Comunque, ripeto, ha ragione lui»
C’è questa storia che circola sempre più di un Osvaldo antipatico agli arbitri«Non sono antipatico, magari hai l’adrenalina al massimo e reagisci; è comprensibile, non giustificabile. So di dover lavorare su certe mie reazioni. Però con qualche arbitro si può parlare, con altri no. Alcune volte sono più nervosi loro di noi...»
Si riferisce a Bergonzi e all’espulsione fiscale di domenica a San Siro?«Non voglio tornarci, parlano le immagini, non faccio polemica sennò è peggio... per me»
Resta il fatto che la fama di Osvaldo è quella di un giocatore difficile«Io lo ripeto sempre: non sono un ragazzo cattivo, e mi scoccia ce l’abbiano con me. Evidentemente è un problema mio, devo cambiare atteggiamento, mi sembra chiaro»
Però questo Osvaldo sembra molto più consapevole rispetto al recente passato«Beh, dall’Espanyol a oggi sono cambiato; già rispetto allo scorso anno a Roma sono migliorato. Dentro il campo grazie a Zeman»
Quanto conta per lei il suo nuovo allenatore?«Zeman dà tanto a un attaccante, ma sono cambiato anche caratterialmente, e devo ancora fare di più. In campo ho più esperienza, faccio meno fatica. Ho imparato dagli sabagli fatti: così si cambia in meglio.
Giocare con questo Totti poi...«Francesco è un grande, prima come persona. E come giocatore, che posso dire? E’ il più forte compagno che ho avuto. Vede delle cose che noi mortali non vediamo. Tutto diventa più semplice. Un grandissimo».
Lei si sente responsabilizzato? C’è grande aspettativa a Roma...«Mi sento bene. Ho fatto una grande preparazione, sono partito bene in campionato, è arrivata la Nazionale, sono felice, voglio dimostrare in campo di essere all’altezza di giocare qui. Spero di far bene».
Eppure in estate lei sembrava a un certo punto lontano dalla Roma«Un discorso che vale poco e niente. Io ho sempre detto che a Roma sto bene. La società non volevano vendermi, io non volevo andar via. Va bene così»
E ora vi giocate lo scudetto, duellando con la Juve...«E’ presto per dirlo. La prima partita l’abbiamo giocata così così, con l’Inter abbiamo fatto un grande secondo tempo; vediamo dopo 10 giornate, allora sapremo meglio i valori in campo».
Resta il fatto che lei alla Juve piaceva«Ma io penso solo alla Roma. Certo, fa piacere essere accostato a grandi squadre, ma ora più che mai penso soltanto alla Roma»
Possiamo chiederle che effetto le fa la notizia di Del Piero in Australia?«Vista da fuori, dispiace. Parliamo di un grande, che ha sempre giocato con la stessa maglia...»
Cosa significa per lei sentir dire da Prandelli che Osvaldo è un attaccante moderno?«Che mi devo adattare alle situazioni. Per esempio io ho già giocato con un’altra punta accanto; a Firenze il mister mi faceva fare gli stessi movimenti. Io devo solo pensare a dare il massimo»
Giocherà con Giovinco...«Se sarà così, non sarà un problema. Ci conosciamo dai tempi dell’under 21, sappiamo movimenti e caratteristiche l’uno dell’altro, insomma possiamo far bene insieme»
Cosa cambia rispetto a far coppia con Destro«Mattia a Milano ha giocato esterno, poi nella ripresa accentrati. Mattia forse è più attaccante, Giovinco ha anche qualità da trequartista, ma in fondo non cambia tanto per me»
Qui a Firenze ha ritrovato Pazzini. Quando eravate insieme in viola Prandelli vi bocciò e veniste ceduti: che effetto le fa adesso?«Io parlo del mio caso. A Firenze ero molto giovane, non ero maturo, e avevo davanti Mutu, Gilardino, Vieri, Pazzini. Non ero pronto per essere titolare della Fiorentina. Il fatto che Prandelli mi abbia chiamato adesso, dimostra la stima che ha sempre avuto nei miei confronti»
Prandelli riparte adesso con un centravanti di ruolo«Ma l’Italia ha fatto un grande Europeo, e lì c’era Balotelli. Mario può fare il centravanti e anche bene dico io»
Resta il fatto che per lei questa è una grande occasione«Una bella occasione».
Ma lei si vedrebbe in coppia anche con Balotelli?
«Sì, certamente»
Di sicuro questa Nazionale può contare su una generazione di giovani attaccanti molto forti«E non è un caso. I giovani italiani stanno trovando più spazio; sono forti, e il calcio italiano ogni anno è più competitivo. Ci sono più attaccanti che difensori? Non lo so, ma in tutto il mondo è così. La mentalità di gioco è cambiata soprattutto in Italia, il calcio qui diventa sempre più bello»
Più bello? Non sono in molti a pensarlo«Io la penso così, vedendolo da dentro».
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Osvaldo sulla Roma e sulla Nazionale
FIRENZE - Escluso dall’Europeo, richiamato e ora alla vigilia dell’esordio nelle qualificazioni mondiali da titolare azzurro, grazie a un inizio di campionato brillante. Daniel Pablo Osvaldo è raggiante. Anche se ha il problema di essere considerato “antipatico” dagli arbitri. Tema che lui ha affrontato con sincerità.Osvaldo, rientro in Nazionale da titolare«Non lo so, chiedete al mister. Se mi toccherà, darò il massimo. Certo, mi auguro di giocare. Ma sono già contento di essere qui»
Quanto le è dispiaciuto essere escluso dall’ Europeo? E pensava di essere tagliato fuori dall’azzurro?«No, alla Nazionale ci pensavo comunque. Prandelli aveva dimostrato stima nei miei confronti. Sapevo che dovevo fare bene nella Roma per ritrovare l’azzurro. Devo ammettere che non stavo bene alla fine della passata stagione. E’ stato giusto essere stato escluso da quella avventura»
Il ct ha parlato di un Osvaldo troppo nervoso la scorsa primavera«Sì, anzi diciamo meglio: più che nervoso, non ho giocato da Nazionale. Comunque, ripeto, ha ragione lui»
C’è questa storia che circola sempre più di un Osvaldo antipatico agli arbitri«Non sono antipatico, magari hai l’adrenalina al massimo e reagisci; è comprensibile, non giustificabile. So di dover lavorare su certe mie reazioni. Però con qualche arbitro si può parlare, con altri no. Alcune volte sono più nervosi loro di noi...»
Si riferisce a Bergonzi e all’espulsione fiscale di domenica a San Siro?«Non voglio tornarci, parlano le immagini, non faccio polemica sennò è peggio... per me»
Resta il fatto che la fama di Osvaldo è quella di un giocatore difficile«Io lo ripeto sempre: non sono un ragazzo cattivo, e mi scoccia ce l’abbiano con me. Evidentemente è un problema mio, devo cambiare atteggiamento, mi sembra chiaro»
Però questo Osvaldo sembra molto più consapevole rispetto al recente passato«Beh, dall’Espanyol a oggi sono cambiato; già rispetto allo scorso anno a Roma sono migliorato. Dentro il campo grazie a Zeman»
Quanto conta per lei il suo nuovo allenatore?«Zeman dà tanto a un attaccante, ma sono cambiato anche caratterialmente, e devo ancora fare di più. In campo ho più esperienza, faccio meno fatica. Ho imparato dagli sabagli fatti: così si cambia in meglio.
Giocare con questo Totti poi...«Francesco è un grande, prima come persona. E come giocatore, che posso dire? E’ il più forte compagno che ho avuto. Vede delle cose che noi mortali non vediamo. Tutto diventa più semplice. Un grandissimo».
Lei si sente responsabilizzato? C’è grande aspettativa a Roma...«Mi sento bene. Ho fatto una grande preparazione, sono partito bene in campionato, è arrivata la Nazionale, sono felice, voglio dimostrare in campo di essere all’altezza di giocare qui. Spero di far bene».
Eppure in estate lei sembrava a un certo punto lontano dalla Roma«Un discorso che vale poco e niente. Io ho sempre detto che a Roma sto bene. La società non volevano vendermi, io non volevo andar via. Va bene così»
E ora vi giocate lo scudetto, duellando con la Juve...«E’ presto per dirlo. La prima partita l’abbiamo giocata così così, con l’Inter abbiamo fatto un grande secondo tempo; vediamo dopo 10 giornate, allora sapremo meglio i valori in campo».
Resta il fatto che lei alla Juve piaceva«Ma io penso solo alla Roma. Certo, fa piacere essere accostato a grandi squadre, ma ora più che mai penso soltanto alla Roma»
Possiamo chiederle che effetto le fa la notizia di Del Piero in Australia?«Vista da fuori, dispiace. Parliamo di un grande, che ha sempre giocato con la stessa maglia...»
Cosa significa per lei sentir dire da Prandelli che Osvaldo è un attaccante moderno?«Che mi devo adattare alle situazioni. Per esempio io ho già giocato con un’altra punta accanto; a Firenze il mister mi faceva fare gli stessi movimenti. Io devo solo pensare a dare il massimo»
Giocherà con Giovinco...«Se sarà così, non sarà un problema. Ci conosciamo dai tempi dell’under 21, sappiamo movimenti e caratteristiche l’uno dell’altro, insomma possiamo far bene insieme»
Cosa cambia rispetto a far coppia con Destro«Mattia a Milano ha giocato esterno, poi nella ripresa accentrati. Mattia forse è più attaccante, Giovinco ha anche qualità da trequartista, ma in fondo non cambia tanto per me»
Qui a Firenze ha ritrovato Pazzini. Quando eravate insieme in viola Prandelli vi bocciò e veniste ceduti: che effetto le fa adesso?«Io parlo del mio caso. A Firenze ero molto giovane, non ero maturo, e avevo davanti Mutu, Gilardino, Vieri, Pazzini. Non ero pronto per essere titolare della Fiorentina. Il fatto che Prandelli mi abbia chiamato adesso, dimostra la stima che ha sempre avuto nei miei confronti»
Prandelli riparte adesso con un centravanti di ruolo«Ma l’Italia ha fatto un grande Europeo, e lì c’era Balotelli. Mario può fare il centravanti e anche bene dico io»
Resta il fatto che per lei questa è una grande occasione«Una bella occasione».
Ma lei si vedrebbe in coppia anche con Balotelli?
«Sì, certamente»
Di sicuro questa Nazionale può contare su una generazione di giovani attaccanti molto forti«E non è un caso. I giovani italiani stanno trovando più spazio; sono forti, e il calcio italiano ogni anno è più competitivo. Ci sono più attaccanti che difensori? Non lo so, ma in tutto il mondo è così. La mentalità di gioco è cambiata soprattutto in Italia, il calcio qui diventa sempre più bello»
Più bello? Non sono in molti a pensarlo«Io la penso così, vedendolo da dentro».
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