lunedì 28 gennaio 2013

Sabatini su Zeman: «C'è ipotesi esonero»

As Roma_Pianeta Giallo Rosso

Sabatini su Zeman: «C'è ipotesi esonero»

Il dg della Roma: «C'è la possibilità di cambiare l'allenatore. Ora dobbiamo riflettere. Non stiamo vagliando candidature, comunque sempre ci si guarda intorno. L'incontro decisivo? Anche oggi pomeriggio»
ROMA - Dopo il pareggio con il Bologna, la situazione di Zeman è in bilico. Al termine della presentazione di Torosidis, ha parlato il ds Sabatini: «Si sta vivendo un rapporto, non lo stiamo consumando fino in fondo, alcune cose andrebbero rivisitate. Ritengo che il valore della partita (con il Bologna, ndr) arrivi da una premessa di altre cose. È stata un'osservazione fatta dal mister e un'altra osservazione fatta dal dg. Mi sembra che rientri nel gioco delle parti, non è successo niente, anche se la partita poi è stata bruttina. Anche se devo dire che stiamo celebrando funerali che non dovrebbero esserci, perché la squadra nelle ultime partite ne ha vinte due e ne ha pareggiate altrettante. Non voglio dire che siamo soddisfatti dei risultati, alcune cose sono da sistemare. Ci interrogheremo tutti circa le nostre reali possibilità e metteremo a punto strategie per attuare le cose che vogliamo fare»
ZEMAN RISCHIA? - "Zeman è l'allenatore che ha scelto la Roma e lo ha scelto quasi in maniera euforica, lo abbiamo scelto pensando che avrebbe fatto prevalere nei ragazzi la voglia di fare un calcio propositivo, un calcio garibaldino, ma arrogante e prorompente, che avrebbe dovuto schiacciare l'avversario. Era un esigenza forte, e questo ci è riuscito, perché siamo convinti che chi viene a vedere la Roma merita un calcio di questo genere, anche se andremo a fare dei correttivi li faremo da quella parte. Zeman ha centrato questo obiettivo perché la Roma ha il miglior attacco della serie A, il che non racconta una squadra formidabile, ma una squadra ch quella cosa lì la sa fare. Altri risultati ottenuti scegliendo Zeman è che lui con il suo coraggio, ha capito subito quali giocatori potevano essere migliorati, come Lamela. Dopo però si arriva a una situazione odierna di poca soddisfazione rispetto a quello che la squadra riesce a produrre, e ora ci fermeremo un po' interrogandoci sui motivi che ci hanno portato a far cose non congrue, o dal punto di vista tattico, o dal punto di vista dell'organico. Questa è una fase di studio che comporta anche la possibilità di cambiare allenatore, molto marginalmente, perché l'allenatore ha fatto bene con noi, nonostante tutto, e di cui siamo contenti".
LE ULTIME DICHIARAZIONI E LA DISCIPLINA - "Non siamo condizionati dalle dichiarazioni di sabato. Non c'è questo rapporto tra di noi, non mi sono sentito minimamente sfiorato, ho solo rilevato le cose che ha detto, alcune giuste altre meno: la questione del regolamento la considererei un po' pigra visto che sa che un regolamento esiste. Stiamo pensando di fare un regolamento per il calciatore della Roma. Quando si è parlato di indisciplina devo premettere che il gruppo non può essere definito come gruppo di ragazzi non in gamba, sono bravissimi dal punto di vista dei comportamenti, ovviamente sono 25, qualche esuberanza c'è, ci mancherebbe, ma sono tutte persone serie e prese dal lavoro che fanno, con le loro piccole debolezze che abbiamo tutti".
RESPONSABILITA' SOCIETA - "Noi le responsabilità sappiamo di doverle prende e sappiamo anche quando dovremo prenderle in maniera netta e definitiva, sappiamo cose proposte in maniera sbagliata. La disciplina è appannaggio dell'allenatore, la disciplina spicciola, quella di tutti i giorni è una prerogativa dell'allenatore e deve essere una prerogativa dell'allenatore".
ULTIMATUM VENERDI' -  "Durerà oltre venerdì, se chiedi se venerdì ci sarà un altro allenatore se perdiamo non ti voglio rispondere. Dico che siamo in fase di riflessione e ne parleremo anche col mister".
ZEMAN NON È L'ERRORE PIU' GRANDE - "Non vivo come un errore avere riportato Zeman a Roma, Zeman ci ha dato anche cose importantissime che saranno godute da questa società certamente, l'idea di essere una squadra col migliora attacco della siere A ce la lascia o ce la lascerebbe, spero sia lui a produrre numeri ancora migliore. Il fatto di avere messo dentro un ragazzino di 18 anni capendone le prerogative reali è un grande vantaggio che non mi fa mai rammaricare di avere preso Zeman. Per me non ha fatto solo cose brutte. Zeman le cose che doveva fare le ha fatte,  ora deve essere straordinariamente bravo a coagulare altre cose attorno a quelle fatte.
ZEMAN E LA SOCIETA' - "Io so che questa proprietà sa quello che fa, sa dove vuole andare, lo sa perché mi ha trasferito il suo pensiero e i suoi progetti che comprendono cose inimmaginabili fino a poco tempo fa, io mi sento dentro questa vicenda una persona, in mezzo a tante altre cose. Se volesse continuare il mio rapporto con me, io accetterò se penserò di aver fatto  il massimo e poter dare a questa squadra abbastanza. A volte le cose non coincidono. Aver lavorato al massimo e non avere ottenuto i risultati? Dovrei pensarci".
POSSIBILI CANDIDATI PER IL DOPO ZEMAN - "Non stiamo vagliando candidature, comunque sempre ci si guarda intorno. Ho collaboratori che spesso guardano allenatori, è un vizio e un dovere professionale. Appena una squadra vince tre partite io guardo se il tecnico le ha vinte in modo spettacolare, se è fortunato, se è un vecchio o un esordiente". 
CASI NELLO SPOGLIATOIO - Su alcuni casi (vedi Stekelenburg). "Ci sono casi che si sono incancreniti, anche se lui non li considera tali, che devono essere recuperati. Io non impongo scelte, non lo farei mai, ma certi casi vanno recuperati. Spero solo che ogni tanto colga quello che dico e credo possa essere utile. Ma serve normalizzazione nei rapporti con tutti. La squadra deve essere più forte, unita e convinta verso un progetto vincente".
IL DOPO ZEMAN - "La Roma ha bisogno di un allenatore normale ma che abbia carisma e la capacità di convincere tutti quelli che lavorano con lui per costruire qualcosa di grande. Questa è una cosa che se la valuteremo, la valuteremo più avanti". Il giudizio della squadra può incidere? "Non ho mai ascoltato il parere di un giocatore sull'allenatore, sarebbe una cosa tragica, ci sarebbe la dittatura dello spogliatoio, il dirigente si deve limitare a osservare alcune osservazioni, ma consultarsi con i giocatori per cacciare un allenatore e una cosa che non si deve fare e che io non ho mai fatto".
L'ORGANICO -  L'organico era quello giusto per Zeman? "Io penso che la Roma abbia data a Zeman tutto quello di cui aveva bisogno e tutto quello che è stato fatto è stato fatto di comune accordo, eccezion fatta per Torosidis, su cui comunque Zeman era informato. Lui ha controllato i calciatori che stavamo prendendo come Dodò e Marquinhos e li ha avallati con grande soddisfaizone. Anzi devo riconoscere a Zeman che è sempre stato molto celebrativo rispetto all'organico che ha e possiamo solo ringraziarlo per questo".
COSA PUO' CONDIZIONARE LA SCELTA? - "Il pianto di Zeman a Genova fu quasi decisivo, notammo la sua commozione fragorosa che non gli conoscevamo e ci prese. Pensammo di cogliere l'età dell'emozione. Fu casuale e alla stessa maniera dico che basterebbe molto meno, magari vedere l'allenatore relazionarsi in una certa maniera con alcuni della squadra o tutta la squadra. Veder con quale intensità sarà fatto l'allenamento di domani, con quale furore saranno interpretati i suoi dettami. Basta molto poco per sospendere una decisione o cambiarla. Siamo in attesa di capire, anche parlando col mister per capire cosa ha dentro di sé. Vogliamo uscire da questo limbo, non vogliamo essere una squadra che non è, vogliamo essere una squadra che lo sia sempre, tutte le domeniche, anche perdendo. Ieri lo siamo stati poco, le tre precedenti partite invece si".
L'INCONTRO DECISIVO - Quando ci sarà l'incontro decisivo? "Anche oggi pomeriggio, oggi non ci siamo incontrati perché faceva troppo freddo durante l'allenamento e poi, per colpa mia, sono salito in ufficio a fare altro".
ZEMAN GIA' DELEGITTIMATO -  "La realtà è che i giocatori non fanno quello che vogliono, i calciatori fanno quello che gli dice l'allenatore, altri lo fanno bene, altri meno bene. Zeman no è delegittimato, assolutamente no. Vio dite Zeman è al capolinea. Non son venuto a esonerare Zeman. Pensiamo di rimettere a posto le cose, questo vorrebbe dire anche passare a Zeman 2 come si fa con certi governi. Per me è un modo chiaro, non tiepido, di star vicio a una persona. Io denuncio alcune cose che non vanno bene e che ancora facciamo in tempo a cambiare. Non sto esonerando zeman, non ho mai proferito questa parola, potremo prendere tante decisioni prima di esonerare Zeman. Semmai sarebbe prendere ulteriore forza per l'allenatore, se noi ci assumiamo le nostre responsabilità, e lui le sue ci sarà Zeman 2, come un rimpasto di governo". 
DUE ALLENATORI SBAGLIATI? - "Anch'io mi faccio questa domanda, ma mi rispondo che un percorso è fatto di tante scelte alcune giuste altre meno giuste, dobbiamo capire come distribuire le responsabilità, ma peggio sarebbe non prendere le decisioni, anche quelle che riguardano noi stessi, anzi soprattutto quello. Io comunque non sono pentito mai di aver preso Zeman, perché ha dato cose importanti se non a tutti a molti giocatori e sarà importante per la storia a venire".
TANTI ALLENATORI CONTATTATI PRIMA DI ZEMAN - Prima di Zeman, la società ha contattato diversi allenatori. Ora, a distanza di cinque mesi ammetterebbe che è stato un errore: "No, perché quei nomi che evochi sono nomi di allenatori, alcuni veri, altri falsi, altri forse avvicinabili, altri no. Quando una società sceglie l'allenatore non è che prende il primo numero di telefono che le capita. Sono cose normali: si parla, si cerca di capire, alcuni avevano le caratteristiche per allenare qui, altri no. Qualunque cosa dovesse succedere non sono mai pentito per la scelta di Zeman, che ha dato molto ai giocatori, se non a tutti a qualcuno, e questo sarà molto importante per la sua storia personale e per quella della Roma".

SU TOROSIDIS -
 «Torosidis un calciatore che abbiamo voluto prendere per le nostre defiance, ci sono calciatori da cui aspettavamo un recupero pronto, in riferimento a Dodò, o in buone condizioni, in riferimento a Balzaretti .Ci è rimasto Piris e abbiamo completato il reparto. Lo abbiamo fatto in maniera selettiva perché ci serviva un terzino che poteva supplire in tutti e due i ruoli, lui questo lo sa fare molto bene, con tante partite in campionato, Champions e Nazionale. Lo ringrazio per aver accettato la Roma».


TOROSIDIS SI PRESENTA - Prima di Sabatini, si è presentato Torosidis. Come giudica il suo debutto e quello della squadra ieri a Bologna: "È presto per giudicare. Io posso solo fare il mio lavoro e mettermi a disposizione dell'allenatore. Ci sarà tempo per giudicare la squadra e me stesso. È un ambiente che mi ha accolto benissimo mi hanno abbracciato come se fossi da anni in questa squadra, formata da ragazzi straordinari come Totti e De rossi ma non vorrei dimenticare tutti gli altri". 
È la squadra più forte nella quale ha mai giocato?«Non posso fare grosse differenze per ora posso dire che ho giocato in un club importante in Grecia, l'Olympiacos, ma sono arrivato in un grande club in europa come l'Europa".
Come si spiega l'ottavo posto della Roma: "Non posso giudicare anche perché non ho avuto modo di vedere le partite della Roma, posso solo dire che la squadra non dovrebbe essere in questa posizione, posso dire che lavorerò per portare la Roma dove merita di arrivare".
Sarebbe una delusione non partecipare alle coppe europee? "Direi che alla Roma spetta non l'Europa League ma la Champions io sono abituato a lavorare sempre sottopressione per raggiungere traguardi importanti, e farò di tutto per portare la Roma dove gli spetta?" Il numero 35? "Ho sempre indossato quello, anche prima dell'Olympiacos, e visto che mi ha portato fortuna ho sempre usato quello". Il suo nome è stato accostato a quello della Roma da tanto tempo, perché è arrivato solo ora? "Direi che non è stata una scelta personale è vero che se ne parlava anche in estate, ma è stata una scelta sia della Roma sia della mia squadra. Meglio tardi che mai".
Tachtsidis sta vivendo un momento difficile e spesso viene fischiato, ha paura che possa succedere la stessa cosa?"Sono abituato a lavorare sotto pressione costante, anche ora che l'Olympiacos sta avanti di 14 punti sul secondo, la pressione dei tifosi è sempre la stessa. Le crititche fanno a bene a migliorare, spero di ricevere più applausi che critiche".
Dal punto di vista ambientale che situazione ha trovato? "Il club mira in alto ed è normale che ci siano le pretesa da parte dei tifosi, io mi aspetto le critiche e la pressione, lavorerò e lavoreremo per far arrivare la Roma più in alto possibile".
Il momento delicato di Zeman"Mi ha accolto benissimo, l'unica cosa che mi ha chiesto ieri è di attaccare senza scordarmi che devo coprire. Giusto così, la Roma deve giocare in attacco, conosco l'allenatore e proverò a fare quello che mi dice".
C'era anche il Fulham su di lui, perché ha scelto la Roma"Il campionato italiano è uno dei tre o quattro campionati più importanti a livello mondiale, è un campionato che offre spettacolo, è normale che io sia onorato di essere qui e giocare questo campionato. Tra Fulham e Roma non potevo che scegliere la Roma per la sua storia".
Come giudica gli allenamenti di Zeman?"Non posso sbilanciarmi, ogni allenatore ha la sua filosofia, Zeman punta molto sulla resistenza e il gioco all'attacco. Il calcio è un gioco che deve offrire spettacolo e bisogna giocare all'attacco, certo si copre anche tanto".
I difensori hanno avuto qualche problema con Zeman?"Il mio ruolo è quello del terzino destro, mi posso adattare anche nell'altro ruolo, mi posso adattare agli schemi dell'allenatore. Non posso giudicare su quello che i miei compagni hanno visto prima di me. Posso dire quello che ho visto io. Abbiamo attaccato sempre e siamo stati fortunati. È una roma che gioca all'attacco e questo mi piace, speriamo di vincere la prossima partita".

Nessun commento :

Archivio blog

Blog as roma