giovedì 1 ottobre 2015

C'è Barça e barca: a Roma scoppia il caso Brienza(-Garcia)

È tutta una questione di cediglia. Fino a un paio di settimane fa l’unica Barça esistente nell’universo romanista era quella catalana: l’euro-gol di Florenzi e la soddisfazione per l’impresa di aver fermato i Campioni d’Europa, con il corollario di un punto preziosissimo in chiave qualificazione-Champions.

Poi, il punto di vista è cambiato lentamente, ma inesorabilmente: il crollo dei blaugrana a Vigo, e il colpaccio sfiorato dal Leverkusen al Camp Nou hanno fatto capire che il Barcellona di questi tempi non è proprio inarrivabile, ma soprattutto il naufragio della Roma a Borisov ha riportato l’attenzione sui fatti interni.
Naufragio, appunto, quello di una barca, questa volta senza appendice ortografica, ma nel puro senso, figurato e italianissimo, di ambiente che sta per affondare. Era questo il significato che Francesca Brienza, voce e volto di Roma Tv, oltre che della trasmissione Mediaset “Tiki Taka”, ma soprattutto compagna di vita di Rudi Garcia, ha voluto dare alla parola nel concitato post-partita della disfatta giallorossa in Bielorussia. Come detto, il mood dei tifosi nei confronti del tecnico francese è in picchiata, le scelte di formazione evidentemente sbagliate hanno fatto perdere la pazienza anche a chi ha sempre sostenuto l’ex tecnico del Lille. La società tiene duro, ma i tweet dei tifosi non si fermano e allora, nella trasmissione che il canale tematico giallorosso ha dedicato all’approfondimento della gara di Champions, i messaggi di disapprovazione nei confronti dell’operato di Garcia, anche duri, non sono mancati, al pari di quelli che invocavano un cambio della guardia in panchina.









I vecchi amori Spalletti eMontella, e il vecchio sognoAncelotti, i più gettonati, e allora ecco lo sfogo della conduttrice: “Ma siete sicuri che Ancelotti avrebbe voglia di prendequesta barca?” la domanda, sibillina, rivolta agli ospiti in studio, evidentemente imbarazzati. Il concetto di “barca” non era evidentemente riferito alla squadra, né al suo valore tecnico, bensì all’ambiente a 360°, comprensivo appunto di umori ondivaghi dei tifosi, e del noto cannibalismo di stampa nazionale e locale.




Ma evidentemente il senso della frase non è stato colto immediatamente, neppure ai piani alti della società, dove domina la sorpresa e l’inquietudine per una frase così dura, per di più uscita dal canale tv ufficiale del club, e dalla stessa persona che, poche settimane fa, si era

scagliata contro le facili accuse all’etere romano e romanista, accusato di facile disfattismo. Un cortocircuito può capitare a tutti, anche se in questi momenti servirebbe più attenzione. Ma, si sa, al cuore non si comanda. E, comunque, fin che la barca va…

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